La cooperativa sociale Comunità del Giambellino lavora per favorire l'integrazione e contrastare il disagio sociale nel quartiere Giambellino, a Milano. 

Dal 2006 lo fa con il nostro aiuto, in particolare per i progetti dedicati alle mamme e ai bambini.

 

la scuola di italiano per le mamme 

Uno dei maggiori ostacoli all'integrazione delle famiglie nel quartiere Giambellino è che le madri, spesso immigrate da altri paesi, non hanno i mezzi e neanche le occasioni di imparare l'italiano. Per questo è attiva una scuola di italiano completamente gratuita per le donne straniere che vivono nel quartiere. Attualmente alla scuola sono iscritte 100 mamme. Ogni classe ha la sua programmazione specifica, e per tutte è attivo un servizio cruciale: lo "spazio bimbi" per i bambini tra gli 0 e i 3 anni, attivo durante lo svolgimento delle lezioni e che in più di un'occasione si è dimostrato essere un servizio aggiuntivo che ha fatto però la differenza per tante mamme nel consentire loro di partecipare effettivamente alle lezioni. La scuola di italiano è gestita da due insegnanti certificate e da un gruppo di volontarie, mentre lo spazio bimbi è gestito da un'educatrice (anche mediatrice e madrelingua araba) e da un gruppo di animatrici volontarie.

L'INIZIATIVA "TAPPETO GIALLO" PER I BAMBINI

Il tappeto giallo nasce per dare ai bambini -specialmente a chi ha meno opportunità di socializzare e fare attività dopo la scuola- la possibilità di imparare a giocare e studiare insieme, sperimentare e acquisire fiducia in sé stessi in un ambiente diverso da quello della propria classe. Il tappeto giallo vuole offrire a tutti un’esperienza di svago e l’occasione per imparare a stare bene con gli altri, è aperto ai bambini delle elementari del comprensivo Narcisi (Giambellino, Milano) e le attività si svolgono all’interno degli spazi della scuola. Attualmente la quasi totalità dei bambini iscritti al tappeto giallo è di origine straniera. Le attività sono curate da tre educatori della cooperativa e i loro interventi accompagnano le famiglie a crescere i propri figli in un contesto nuovo e difficile da comprendere per chi arriva da paesi molto lontani, e le insegnanti e i bambini, per coordinare al meglio gli interventi educativi.